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Se ci riuscite, perdonatemi Mille scuse da una persona nuova
Consapevole di aver fatto lo sbaglio più grosso degli ultimi 10 anni della mia vita, porgo al lettore le mie amareggiate scuse. Così facendo però verrebbe da chiedersi: "Perché presentare delle scuse?" al che potrei benissimo rispondere :"che vi importa?", ma sicché ho già infangato il mio nome e perso irrimediabilmente la poca dignita che già avevo, non risponderò in malo modo a nessuna domanda, cercherò invece di essere più disponibile possibile. Comincerò con lo spiegare tutto quanto dall'inizio, partendo da quel fatidico giorno in cui mi presi la briga di scrivere qualche parola su di un foglio bianco, come se non fosse già stato bello così, candido e pulito. E poi si sa, quando si è stanchi, ci si sveglia presto la mattina, si è particolarmente stressati, qualche grillo entra in quella scatola inutile delimitata dalle orecchie e sussurra dolcemente parole confuse e prive di significato, scritte senza un motivo apparente da qualche parte. Potrei benissimo difendermi dicendo che è stata la penna a farmi compiere il delitto più atroce della mia vita: in effetti la penna può ferire come una pistola e soprattutto chi la usa è soggetto spesso a manie autodistruttive. Non biasimatemi, non è bello sapere di essere l'artefice della distruzione dell'ego altrui; molto probabilmente dopo l'obbrobrio senza nome che è uscito nel primo numero del "Libero Perché" sarà venuto in mente al lettore l'idea del suicidio. Per chi non ha letto il primo numero, chiedo di immaginarsi la cosa più brutta vista nell'arco della propria esistenza e decuplicarla; lo so, non è semplice ma vi da un'idea delle cose spaventose che l'uomo può creare servendosi solamente di una penna. Ho provato più volte a riscrivere quell'articolo, ma ahimè, non sono riuscito ad impedire la diffusione su larga scala del disastro, ma ora ho smesso, vi giuro, sono pentito! Prima di tutto chiedo scusa ai miei familiari, ai quali, pensando di aver ottenuto un successo in ambito giornalistico, ho mostrato per primi l'opera perversa qual'era dalle origini. Successivamente chiedo scusa al lettore (in quanto sostenitore del "Libero Perché") poiché commettendo "il misfatto" ho addirittura creduto di essere apprezzato. Comunque, un grazie a tutti quelli che hanno visto subito nell'articolo la schifezza che in realtà era e che mi hanno gettato nella polvere. È così che vi sono grato come vi è grata la nazione. Per favore, chiedendovelo in ginocchio, vi supplico di continuare a ridimensionare ed illudere qualsiasi altro giornalista acquisito, distruggete la speranza per continuare a vivere sulla vostra. Avanti! Che se continuiamo così ce la facciamo a distruggere la democrazia!
-Mattias Giovagnoli-
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