Diversi e mai uguali

Come pensi di sopravvivere davanti agli sberleffi di tutti?

Ti pieghi o ti spezzi?


 

 


 

Vestiti firmati, pantaloni con il cavallo basso, poncho colorati e magliette con i colori della pace, minigonne su calze multicolori felpe larghe e false. Trucco leggero, trucco pesante, palpebre ricoperte di ombretto e guance pennellate di phard rosso fuoco. Capelli colorati, meches, tagli di qualche moda che va per la maggiore.

Una maschera delle tante per nascondere la propria insicurezza. Trasformare se stessi in altre persone, fare il possibile per non assomigliare l'immagine dell'anima irrequieta e insicura. Diventare più simili agli altri per non distinguersi più, per essere accettati perché uguali agli altri. Sei diverso? Diverso da cosa? Diverso da coloro che ti vogliono uguale agli altri. Ecco l'ho detto "voglio essere tutto tranne una persona uguale agli altri". E stai sicuro, che essendo diverso dagli altri, verrai messo da parte, in un angolo e usato in occasioni banali e gettato di nuovo in quell'angolo abbastanza lontano per non contagiare gli altri. E la tua pelle, il tuo carattere, ti faranno da scudo, facendoti diventare sempre più duro, più aggressivo. La pelle diventata insensibile a calci e pugni e la mente si abitua a disprezzare.

E tutto questo perché sei stato escluso. Escluso per cosa? Per il tuo modo di apparire agli occhi degli altri. C'è chi si rifugia nel cibo, chi nella musica, chi è troppo debole e tutte  le azioni negative  degli altri  le  fa ripercuotere su stesso e crolla.

Un gruppo è lo specchio delle persone che lo frequentano; già a prima vista si riconosce che tipo di persone hanno dato origine al gruppo. Ci possono entrare solo le persone uguali a loro. Il capo decide. Il codice d'accesso è il tuo aspetto e la carta d'identità è il numero di esperienze uguali a quelle vissute dal capo. Non hai niente di ciò? Potrai passare le ore tranquillo in un banco doppio a immaginare di avere un compagno di banco per farci almeno due chiacchiere....ti senti segregato ? Il gruppo ti circonda e passa il suo tempo a prendersi gioco di te, dei tuoi capelli, dei tuoi occhi, dei tuoi modi di fare, dei tuoi gusti; come se non avesse altro da fare che ispezionarti nei minimi dettagli accompagnandosi con una fragorosa risata.

La maggiora parte del tempo immaginatela come una battaglia, apparentemente senza fine, con il favoreggiamento da parte degli spettatori ai più forti e tu abbandonato a te stesso. La cosa difficile e1 vincere. E in questa battaglia vengono a galla le tue capacità e la tua forza di volontà: o ti metti il paraocchi e colpisci alla cieca chi ti capita accanto o ti fai abbattere dal nemico piegandoti sotto i colpi laceranti delle loro parole.

 

Ti pieghi o ti spezzi?

 

Amrita Heger