Gigli e rovi

L’Uomo causa peggiori estinzioni da epoca dinosauri

 


 

L'uomo e' responsabile della peggiore ondata di estinzioni di forme di vita animali e vegetali dalla scomparsa dei dinosauri 65 milioni di anni fa. Questo fatto lo afferma il segretariato della Convenzione Onu sulla Biodiversità in un nuovo rapporto che delinea il futuro della Terra. Nel rapporto gli uomini sono considerati artefici "di una delle peggiori estinzioni dal tempo della scomparsa dei dinosauri". Le altre, avvenute in epoca pre-umana, molti milioni di anni fa, furono causate da catastrofi naturali tra le quali: caduta di asteroidi o grandi eruzioni vulcaniche, che portarono a rapidi e devastanti cambiamenti climatici. L’aumento della popolazione è il principale pericolo per l'ecosistema della Terra, infatti 6,5 miliardi di esseri umani lo stanno minacciando con l’inquinamento delle città, dalla deforestazione e dal riscaldamento globale e dall’effetto serra. Il ritmo della distruzione delle diverse specie sta aumentando molto rapidamente. Infatti, purtroppo, negli ultimi 500 anni sono scomparse 844 specie tra piante ed animali.

 

Monika Dabowska, Livia Giorgi


 

 

 

 

Oltre 20.000 delfini uccisi ogni anno nell’oceano “Pacifico”

Anche i delfini piangono

A tavola: il delfino è servito

 


 

Tutti sanno che cos’è un delfino, quel simpatico animale che con i suoi occhi sembra che non smetta mai di sorridere. Sapete che l’uomo e il delfino sono molto simili, non solo per la somiglianza morfologica strutturale, ma anche perché sono entrambi mammiferi. Infatti, sono amici dai tempi delle civiltà mediterranee. I delfini hanno sempre aiutato l’uomo, prima a salvare naufraghi poi purtroppo a piazzare bombe sotto i sottomarini o per localizzare mine della seconda guerra mondiale. E l’uomo come li ricambia? Uccidendoli a migliaia. Perché? Perché questa mattanza? Per quella cosa che sta portando alla rovina tutto il mondo: il denaro. Nel branco catturato viene fatta una selezione: quelli da delfinario e quelli da macello. Giustamente vi domanderete chi mangerebbe mai la carne di delfino? Nessuno, infatti, viene aggiunta a quella di balena in Giappone, con gli scarti cosa ci fanno? Fertilizzante e cibo per animali. A Futo, città giapponese, pochi giorni fa sono stati spinti e racchiusi nel porto della città 100 delfini. Il compito di scegliere quelli “migliori” è spettato ai mercanti, i quali hanno scelto i più piccoli per addestrarli nei delfinari. Il resto ai pescatori per trasformarli in vaschette di carne di delfino. Le immagini del mare macchiato di sangue e delle urla delle madri dei delfinotti fanno provare sdegno e dolore a chi, al contrario di questi assassini, ama o almeno apprezza questi poveri esseri viventi. 

A Futo ogni anno vengono uccisi da 20.000 a 22.000 delfini. Purtroppo non finisce lì, anche a Taiji, dove iniziò 400 anni fa la caccia alle balene, ogni anno da Ottobre a Marzo si pratica la caccia ai delfini. Questo tipo di mattanza viene chiamata “Drive fisheries” cioè “pesca guidata”. Come si svolge? I pescatori si dirigono verso il mare aperto per incontrare i branchi migratori dei delfini, e dopo averne avvistato uno, tirano fuori dei martelli e cominciano a sbatterli contro i pali d’acciaio della loro imbarcazione per causare panico e disorientazione ai delfini con il suono frastornante. I delfini cercano di allontanarsi e vengono spinti nelle baie o nei fiordi dove vengono rinchiusi tutta la notte da delle reti. E dopo selezione avviene la strage: i delfini non da delfinario vengono portati a riva e smembrati dagli arpioni e dai coltelli per poi essere issati nelle barche. Purtroppo molti di loro non muoiono subito ma perfino dopo ore e ore di sofferenza.

 

  Giulia Cappelloni, Kamala Eagleton


 

 


 

 

L’acqua, un bene di tutti…

22 Marzo giornata di celebrazione di questo bene  “pubblico”

 

 


 

Roma. L’acqua, fonte insostituibile di vita, diritto dell’umanità, scarseggia ogni giorno sempre di più; per ricordare l’importanza di questa risorsa e per tutelarla, nel 1993 è stata proclamata, all’Assemblea delle Nazioni Unite, la giornata mondiale dell’acqua. L’obiettivo di questa campagna è di far diventare l’accesso all’acqua un diritto universale. Per farlo abbiamo bisogno di alcuni obiettivi predefiniti:

-diffondere il diritto dell’acqua ovunque, facendolo valere come diritto inesauribile;
- liberare in tutto il mondo gli schiavi dell’acqua;
-ridurre i consumi e gli sprechi inutili;
-creare un sistema di finanza cooperativa per l’acqua.
L’accesso all’acqua dovrebbe essere  quindi un diritto garantito a tutti; ma purtroppo le statistiche dimostrano che solo 16 persone su 100 hanno la possibilità di usufruire dell’acqua proveniente dai rubinetti.
Il consumo d’acqua in Africa varia in media tra i 12 ed i 50 litri al giorno per abitante, mentre in Europa e negli Stati Uniti, può raggiungere addirittura i 700 litri.
Si prevede che nel 2020, 3 miliardi di persone non avranno accesso all’acqua.
La mancanza dell’acqua influisce anche nel campo sanitario; infatti circa l’80%  delle malattie in via di sviluppo, sono causate dallo scarseggiare d’impianti igienici; a soffrirne di più sono donne e bambine.
I cambiamenti purtroppo sono lenti, quasi inesistenti, ma noi europei, che abbiamo la fortuna di disporre di questo bene, potremmo fare molto:
come prima cosa potremmo iniziare a risparmiare l’acqua utilizzata per lo sciacquone della toilette, si potrebbero evitare innumerevoli dispersioni e sprechi dovuti ad uno scorretto utilizzo dell’acqua in ogni azione della vita quotidiana.
La giornata mondiale di celebrazione dell’acqua, avvenuta pochi giorni fa, dovrebbe essere un input per tutta l’umanità per iniziare a preservare questo bene, del quale nessuno può fare a meno e al quale ogni singolo individuo dovrebbe poter accedere liberamente e in ogni momento.
                                                                                                                                                                   25.03.06 Ursino C. Galima E.