Il mistero de “Il Codice Da Vinci”

 


 

"L'ignoranza ci acceca e ci trae in inganno. O miseri mortali, aprite gli occhi!" Ed è con questa profonda verità che Leonardo Da Vinci ci lascia sospesi tra il celato e l'occulto, tra angeli e demoni che tormentano la sua esistenza tanto da indurlo a lasciare, nelle sue opere, tasselli utili a ricostruire un puzzle apparentemente già completo da 2000 anni. L'eterna lotta tra il Priorato di Sion e l'Opus Dei, il perenne scontro fra bianco e nero, ci portano in quella scacchiera dove si giocherà la partita che deciderà le sorti della sopravvivenza dell'uno o dell'altro. Ma in realtà ognuno di essi è solo una misera pedina mossa a piacimento da qualcosa di molto più grande e pericoloso… "Il Maestro!". Le scene iniziali del film sono a dir poco agghiaccianti, ci troviamo di fronte al primo enigma da risolvere: Jacques Saunière, il curatore del museo del Louvre a Parigi viene ucciso da un monaco albino, Silas, il discepolo del vescovo Aringarosa, parte attiva dell'Opus Dei. Egli nei suoi ultimi istanti di vita decide di stendersi per terra come l'uomo Vitruviano e di lasciare dei messaggi in codice alle uniche due persone che sarebbero state in grado di riuscire dove egli aveva fallito, cioè risvegliare un segreto messo a tacere ormai da secoli. "Quella notte la crittologa Sophie Neveu era stata costretta ad ammettere l'efficacia con cui il nonno aveva usato un semplice codice per unire due estranei: lei e Robert Langdon. La domanda era: perché l'aveva fatto?" E' proprio il professore di Harward a scoprire che a quegli strani simboli era legato il genio di Leonardo. Ogni nuovo anagramma conduceva i protagonisti verso altre opere vinciane, fino a intuire che la chiave di volta si racchiudeva nell'interpretazione del celebre quadro "L'ultima cena". Secondo la leggenda Gesù avrebbe avuto una discendenza, che poi avrebbe regnato in Francia sotto il nome di "merovingi", da sua moglie Maria Maddalena raffigurata nel quadro alla sua destra. Ella è posizionata in modo da ottenere, tra lei e Cristo, uno spazio vuoto con forma triangolare capovolta; ciò, all'epoca rappresentava la figura femminile. Siccome non è presente alcun calice sulla tavola imbandita, si deduce che il Santo Graal sia custodito nella persona di Maria Maddalena, poiché il triangolo può essere inteso anche come una coppa. Inoltre spostando la figura dell'ipotetica sposa di Gesù alla sua sinistra notiamo che il disegno combacia perfettamente, infatti la Maddalena si appoggia sulla spalla di Gesù ed Egli le prende la mano. L'etimologia della parola "Graal" deriva dal termine francese "Sang Réal", che significa sangue reale. Nel quadro Cristo e sua moglie hanno lo stesso abito ma con tonalità differenti e, poiché Gesù era di "sangue reale" deduciamo lo fosse anche la Maddalena. La Chiesa Cattolica ha boicottato fin dall'inizio le teorie dell'autore Dan Brown in quanto venivano considerate esoteriche. Inoltre numerosi storici e studiosi hanno interpretato il quadro venendo a capo di un'altra ipotesi, la quale afferma che in realtà la "Maddalena" non sia altro che S. Giovanni, a cui la tradizione iconografica attribuisce sempre lineamenti molto delicati, quasi femminei . Un'altra teoria non accettata come valida dagli storici è

che Leonardo, nel dipinto abbia voluto rappresentare il momento del tradimento di Giuda. Ciò

giustificherebbe l'assenza del famoso calice. Ma chi era veramente Leonardo Da Vinci? Che ruolo hanno avuto i Cavalieri Templari? Qual è il significato del Santo Graal? E soprattutto come è possibile che un semplice romanzo faccia tremare a tal punto l'Opus Dei? Alcune risposte a queste domande non sono state ancora svelate, ma forse è giusto sia così, immaginarle ed illudersi di aver rivelato il più grande segreto della storia dell'Umanità. "Uno dei più grandi segreti della storia, non è poi tanto segreto quanto si pensa. Dettagli rivelatori sono dovunque intorno a noi…nell'arte, nella musica, nelle leggende, nella storia. Come direbbe Robert Langdon : I segnali sono dappertutto". Sicuramente il film ci ha dato modo di osservare e affrontare l'argomento da un'altra prospettiva, anziché quella impostaci dalla Chiesa. Guidati dall'occhio attento di Brown abbiamo potuto notare quelle piccole sfumature alle quali, sotto un primo sguardo, non avevamo dato troppa importanza, ma che ben interpretate diventano il fulcro intorno al quale ruota un'immensa catena di misteri. Comunque anche dopo aver visto la proiezione e dunque aver messo a dura prova la nostra fede, essa ne è uscita rafforzata; sarebbe stato molto facile cadere nel tranello, cioè credere nelle prove mostrateci da Brown. Secondo il nostro parere, l'autore ha galoppato oltre i confini dell'immaginazione affinchè la storia fosse avvincente e ricca di suspance. Anche in questo romanzo era d'obbligo il "E vissero tutti felici e contenti", infatti oltre alla bellissima storia d'amore che sboccia tra Sophie, la diretta discendente della dinastia di Cristo, e Robert Langdon, il nostro studioso riesce a risolvere il più grande enigma della storia: "E allora, per un attimo, gli parve di udire una voce di donna - la saggezza dell'età passate - sussurrare fino a lui la sua benedizione, dal profondo della terra".

 

 

 

 

Lucarelli Valeria & Sorrentino Chiara